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SOCIO-RIABILITATIVA

 

 La Comunità Socio-riabilitativa “NICOLAS” è una struttura a carattere residenziale e comunitario rivolta a persone maggiorenni, in età compresa tra i  18 e 64 anni,  in situazione di handicap fisico, intellettivo e sensoriale dipendenti da qualsiasi causa, privi del sostegno familiare o per i quali la permanenza, nel nucleo familiare, sia valutata temporaneamente o definitivamente impossibile o contrastante con il progetto individuale.

La Comunità è finalizzata a garantire una vita quotidiana significativa, sicura e soddisfacente a persone maggiorenni in situazione di compromissione funzionale, con nulla o limitata autonomia, e assicura l’erogabilità d’interventi socio sanitari non continuativi assimilabili alle forme di assistenza rese a domicilio. 

 

 Gli scopi prioritari della Comunità sono:

·      garantire la qualità di vita del soggetto disabile psico–fisico non autosufficiente e parzialmente non autosufficiente;

·      evitare l’isolamento e l’emarginazione;

·      favorire l’integrazione sociale con rapporti interpersonali sia interni che esterni, sollecitando le relazioni affettive;

·      offrire spazi di riabilitazione specifica e attività di animazione ed occupazionali;

·      sollecitare le  azioni quotidiane di gestione di sé per limitarne la dipendenza;

·      garantire rapporti costanti con i familiari ed i tutori anche al fine di favorire i rientri temporanei in famiglia.


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Centro Diurno Integrato x il supporto cognitivo e comportamentale soggetti affetti da Demenza

 

 Il Centro Diurno Integrato è istituito ai sensi dell’art. 60ter del Regolamento Regionale n.4 del 2007 e, dunque:

·       è una struttura socio-sanitaria a ciclo diurno finalizzata all’accoglienza di 30 persone in condizione di non autosufficienza, che per il loro declino cognitivo e funzionale esprimono bisogni non sufficientemente gestibili a domicilio per l’intero arco della giornata

·       è destinata a soggetti affetti da demenza associata o meno a disturbi del comportamento, non affetti da gravi deficit motori, gestibili in regime di semiresidenzialità, capaci di trarre profitto da un intervento integrato, così come definito dal Piano di Assistenza Individuale (PAI)

·       le sue finalità generali sono: controllare/contenere il processo di deterioramento cognitivo ed i disturbi del comportamento; mantenere il più a lungo possibile le capacità funzionali e socio relazionali; consentire il mantenimento dei soggetti a domicilio, ritardandone il ricovero in strutture residenziali; aiutare la famiglia a comprendere l’evoluzione cronica della malattia e supportare i care giver; garantire il dialogo e la collaborazione con gli altri servizi sanitari e sociosanitari della rete


 

Logo_CentroIl Centro espleta attività ed interventi qualificati di aggregazione socio/culturale, educativa, ludico-ricreativa, sportiva, laboratoriale finalizzati a:

·      migliorare la qualità della vita delle persone "diversamente abili" e delle loro famiglie;

·      promuovere e sviluppare livelli di autonomia e di inserimento nei vari contesti sociali,  anche lavorativi;

·      evitare forme di istituzionalizzazione spesso improprie; 

·      garantire sostegno alle famiglie e supporto nell’attività assistenziale;

·      fornire consulenza psico/sociale agli utenti ed alle loro famiglie.

·      Il Servizio è rivolto a soggetti affetti da minoranze fisiche, psichiche o sensoriali dipendenti da qualunque causa.


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I principi-guida perseguiti dal "Centro Nicolas" sono:

·      considerare l’individuo con handicap come “persona” piuttosto che come soggetto da rieducare: " l’agire educativo è rivolto ai bisogni, ai desideri, alle tensioni evolutive del "diversamente abile", non fermandosi esclusivamente sugli aspetti patologici"; 

·       ricercare il benessere dell’individuo attraverso una attenzione alla sua unicità e globalità: " l’agire educativo è rivolto  all’osservazione, all’ascolto, anche al di là della semplice comunicazione verbale e/o gestuale, all’individuare e perseguire obiettivi di cambiamento e di promozione sociale";

·      considerare la globalità della persona: "l’agire educativo deve sempre concretizzarsi nel rispetto della dignità,  della riservatezza, della storia e del contesto familiare"; 

·      considerare la famiglia come risorsa, riconoscere alla stessa il ruolo di soggetto primario e ambito di riferimento unitario. Sarà impegno dell’educatore rendere comprensibile il percorso di integrazione e collaborare con la famiglia per il

             perseguimento del benessere dell’individuo;

·      considerare il territorio come risorsa: gli ambiti in cui si esplicano gli interventi educativi (ambienti di lavoro, laboratori, luoghi del tempo libero), sono spazi reali di vita per  crescere e sviluppare le capacità individuali;

·      promuovere l’integrazione sociale attraverso percorsi di autonomia e d’inserimento lavorativo del "diversamente abile": "l’agire educativo dovrà favorire il confronto, lo scambio di relazioni e l’intreccio di rapporti capaci di valorizzare  le parti positive del diversamente abile";

·      promuovere processi di trasformazione culturale finalizzati a far sì che la Comunità Locale si attivi per una più solidale presa in carico del "diversamente abile".

 

 

 


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